• La missione del cinema è più quella di dirigere i nostri occhi verso gli aspetti del mondo per i quali ancora non avevamo ancora avuto sguardi, che non porre davanti a essi uno specchio deformante, sia pure di buona qualità.
    Erich Rohmer
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Perché ci mettevamo così vicino (ndr allo schermo)?

Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finchè, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo, non fossero ritornate nella cabina di proiezione (voce over, su immagini di una sala cinematografica, quella della Cinématheque di Parigi, in una sequenza iniziale di The Dreamers di Bernardo Bertolucci).

Di questi tempi di fast cinema, ossia di cinema veloce, da consumare in fretta, come se avesse una data di scadenza, un film (specie d'essai) esce nelle sale – banner e trailer sul web, promozione pubblicitaria, articoli sui giornali e le riviste, comparsate televisive, commenti rituali, streaming illegale parallelo, passaparola sui blog e i social network fra i più informati - ma, dopo qualche settimana, viene immediatamente 'smontato' per lasciare posto a nuove uscite, sempre più frenetiche.
Inizia così il percorso della fruizione privata (e spesso solitaria) su supporto digitale: ancora pirateria, una volta noleggio presso le videoteche, pay tv, ed infine televisione generalista (non sempre anzi quasi mai).
Un percorso che, fino a poco tempo fa si compiva in un paio di anni, oggi si svolge in pochi mesi. Spesso, poi, moltissimi titoli scompaiono e non sono più reperibili.
Ebbene noi vogliamo tornare ad uno slow cinema, un cinema da consumare piano, lentamente, quasi sorseggiandolo, senza troppa pubblicità invadente (anzi nessuna), prima della proiezione.
Desideriamo un cinema sul cui corpo/tessuto/intreccio poter ritornare dopo qualche tempo, senza con-fusione e dis-trazioni, ormai decantato.
Soprattutto vogliamo riportare quel cinema nei cinema, al buio e sul grande schermo di una sala (perchè no di provincia), luogo magico per cui è stato pensato e curato nei minimi dettagli (sguardo, spazio, luce, colore, tempo, suono,...).
Salviamo i film di qualità dalla scomparsa improvvisa e/o dall'estinzione, liberiamoli dalla pirateria o dalla gabbia televisiva e torniamo a godere del cinema in compagnia.
Amplifichiamo l'intensità delle emozioni, condividendole con altri e scopriremo che un film ha un impatto diverso se vissuto pericolosamente insieme (lentamente e languidamente).
Un bel flim collettivo, prodotto dal festival di Cannes nel 2008, Chacun son cinema - ou Ce petit coup au coeur quand la lumière s'éteint et que le film commence (A ciascuno il suo cinema – o quel piccolo colpo al cuore quando le luci si spengono e il film comincia), ci ricordava il piacere e l'intensità della visione in sala in tutto il mondo. A loro modo, Theo Angelopoulos, Jane Campion, Chen Kaige, Michael Cimino, Ethan Coen e Joel Coen, David Cronenberg, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Manoel de Oliveira, Atom Egoyan, Amos Gitai, Alejandro González Iñárritu, Hou Hsiao-Hsien, Aki Kaurismäki, Abbas Kiarostami, Takeshi Kitano, Claude Lelouch, Ken Loach, David Lynch, Nanni Moretti, Roman Polanski, Raoul Ruiz, Walter Salles, Tsai Ming-Liang, Gus Van Sant, Lars von Trier, Wim Wenders, Wong Kar Wai, Zhang Yimou,...evocavano il buio della sala cinematografica.
Vuota, disertata, distrutta, abbandonata, fastidiosa, malfunzionante, isolata, inutilizzata, inesistente. Ma anche luogo di fascinazioni, di ricordi, di nostalgie, di speranze, di omaggi, di incontri romantici e/o sessuali. Questa è la sala cinematografica per i 35 autori interpellati dal direttore Gilles Jacob, in occasione dei 60 anni del Festival di Cannes.
Ebbene quel luogo (la sala dei desideri d'essai) esiste ancora a Busto Arsizio. Si chiama San Giovanni Bosco il martedì, Manzoni il mercoledì, Fratello Sole il giovedì, Lux il venerdì. Sotto gli 80.000 abitanti, da fonti AGIS, B.A. (Busto Arsizio) è il borgo 'mediale' ma anche la capitale 'vitale' del cinema d'essai.