• La missione del cinema è più quella di dirigere i nostri occhi verso gli aspetti del mondo per i quali ancora non avevamo ancora avuto sguardi, che non porre davanti a essi uno specchio deformante, sia pure di buona qualità.
    Erich Rohmer
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1.4 Cineclub Song

 

Capii che uno come me apparteneva ormai alla memoria
e che la memoria è l'unica cosa
che non si riesce a trasmettere
(Marcello Mastroianni in Verso sera
di Francesca Archibugi, 1990)

 

Abbiamo intitolato questo micro-paragrafo in questa maniera in omaggio al più che esaustivo capitolo Chanson dei cineclub contenuto in Buio in sala di Brunetta.
Il paradigma assoluto, metà-fisico e metà-reale, del cineclub/cineforum in Italia (non solo negli anni '50) è sicuramente il Circolo del cinema di Nocera Inferiore di C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1975).
Nel personaggio del film interpretato da Stefano Satta Flores “si riconoscono i tratti di decine di animatori, clerici vagantes, predicatori e missionari che sono riusciti a far circolare in sale sperdute, in ogni angolo della penisola, la stessa (o quasi) tensione ideale e ideologica della vita pubblica e a mantenerla spesso più a lungo che nelle fabbriche o all'interno delle istituzioni” (Brunetta).

Tra i tanti possibili ricordi dell'epopea/epica dei cineclub vorremmo ricordare le pagine dedicate da Gina Lagorio, in Inventario, al cineclub di Savona:
“A Savona c'è gente che ha sognato in celluloide tutta la vita, il cineclub savonese, ha una storia che, filmata da un Nanni Moretti o da un Woody Allen, risulterebbe esilarante, magari con momenti di struggente malinconia. 
Quelle prime sere il freddo era da Zanna Bianca, mordeva le carni e non si sa bene perchè soprattutto i piedi. Sulle sedie nude più di qualunque altra sedia, dei Salesiani - sedie ridotte all'essenza della sedietà, tristi come le prediche che erano abituate a sentire nella mesta chiesa da cui le prendevamo in prestito - stavamo raggomitolati in falange serrata, ciascuno sviluppando una sua privata strategia difensiva: chi era avvolto in uno scialle di famiglia tanto ampio da riparare anche la testa e le orecchie, quest'ultime anchilosate nella tensione di captare certi sonori da museo archeologico, e freddo più tensione ingeneravano strani fenomeni di sordità, per cui i dialoghi più surreali passavano tra marito e moglie, tra amico e amico. Altri nascondevano nelle pieghe del paltò strati di giornali come quando si andava in moto, o storiche borse di gomma d'anteguerra colme di acqua bollente, con gli inconvenienti inevitabili di tappi logorati come vecchi sfinteri, che lasciavano sgocciolare il liquido. Subito il calore aggiungeva piacere al piacere del film, ma quando il freddo sopraggiungeva, la fuga dalla sala con pantaloni e gonne bagnati era ignominiosa, anche per gli schiamazzi con cui veniva commentata (...). Da quel cineclub, tra l'altro, per caso o forse no, è uscito il drappello più agguerrito dell'odierna televisione, da Tatti Sanguineti a Fabio Fazio, da Carlo Freccero ad Aldo Grasso.” (Inventario, pp.86-87)

 
THE END

 

Che ne sai di un cinema di periferia?...
(Mogol/Battisti Pensieri e parole)

Come interrompere e concludere un flash-back appena iniziato se non ricordando tutte le cose di cui non si è potuto scrivere (in forma di ipotetico e fantomatico retro-trailer alla Perec di un saggio a venire).
* Mi ricordo di non aver accennato alle interessantissime e utilissime notizie, relative alle sale cinematografiche, contenute nel Guinness Book of Movie Facts & Feats, a cura di Patrick Robertson (Guinness Publishing): 
     - le prime sale cinematografiche nei diversi paesi (la prima in Italia fu il Cinema Silenzioso, Corso Vittorio Emanuele 21, Milano, 1898);
     - il numero delle sale, il primo cinema a mettere un'insegna al neon (il West End Cinema in Coventry Street, Londra nel 1913);
     - le sale più grandi del mondo (il Roxy di New York costruito nel 1927 e chiuso nel 1960 - 6214 posti a sedere -);
     - i nomi più inconsueti delle sale di tutto il mondo (il più corto, ad esempio: K a Mattoon, Illinois, 1925);
     - gli schermi più grandi del mondo;
     - i dati relativi al pubblico e ai prezzi dei biglietti; e molto altro...
* Mi ricordo di non aver telefonato all'AGIS per chiedere se pubblicano ancora La mappa dei cinema in Italia, utile, tra l'altro, per continuare il gioco dei nomi delle sale cinematografiche.
* Mi ricordo di non aver telefonato a Media-Salles, coordinamento delle sale d'essai promosso dal programma Media della Comunità Economica Europea ... per conoscere le loro iniziative riguardanti la preservazione delle memorie e dei ricordi dell'esercizio cinematografico...
* Mi ricordo di non aver fatto cenno a Arrivano i film, l'unico circuito strutturato, in Italia che offre occasioni di visione in sala di film per ragazzi, coordinato dalla Regione Lombardia.
* Mi ricordo che mi ero ripromesso di recuperare il saggio di Sileno Salvagnini Luoghi dello spettacolo e immaginario urbano tra '800 e '900 in Italia contenuto in La meccanica del visibile. Il cinema delle origini in Europa, a cura di Antonio Costa, Firenze, La Casa Usher, 1983. 
* Mi ricordo che uno degli ultimi film consacrati interamente alla memoria della  sala cinematografica è The Majestic con Jim Carrey e Martin Landau.
* Mi ricordo in L.A. Confidential di Curtis Hanson la sequenza ambientata in una sala cinematografica in cui i personaggi interpretati da Kim Basinger e da Russell Crowe si recano a vedere Vacanze romane di William Wyler (1953).
* Mi ricordo che nella città dove sono nato c'era un cinema Castelli ma purtroppo non era di nessuno dei miei parenti....
* Mi ricordo che più volte con mio padre, che era uno dei soci fondatori, mi sono recato al Movie Club di Via degli Olivetani di Milano e faceva lo stesso freddo del cineclub di Savona (...infatti c'erano anche Tatti Sanguineti e Aldo Grasso).
* Mi ricordo...
* Mi ricordo... 
* MI  RICORDANO che sono andato ben oltre le battute richiestemi....

 

Paolo Castelli